[S]GUARDARE_01 - ALBERO Pensavo a come comunicare quello…
scritto il 4 settembre 2026
[S]GUARDARE_01 - ALBERO Pensavo a come comunicare quello che sento, questa mia necessità di trasmettere lo stupore di quello che vedo, di riscoprire un modo diverso di guardare la realtà, darmi la possibilità di amare e sentirmi amato da ciò che mi circonda.
Vedere viene dal latino vidēre, dalla radice indoeuropea *weid-, che significava insieme vedere e sapere: da lì il sanscrito veda e il greco idéa, "l'aspetto di una cosa". Ma il greco oîda, "io so", è un perfetto: alla lettera ho visto. Sapere è ciò che resta quando il guardare è finito.
Guardare viene dal germanico wardōn, "stare in guardia", la stessa radice di guardia e guardiano. Un occhio che sorveglia.
Due verbi per il controllo, la paura, la nostra necessità di sopravvivere.
E allora come si può amare guardando?
Volevo mettere una S davanti a guardare, per indicare l'atto di sentire e vedere insieme ma ho trovato che già appartiene al nostro passato, un tempo di poeti che la usavano per indicare uno stato dell'occhio che ha cura, prova emozione, si sente coinvolto dallo sguardo. Un tempo in cui la vista e lo spirito viaggiavano insieme nelle icone bizantine. Sguardare viene dal provenzale esgardar. Cavalcanti la usa per dire che lei lo ferisce quando la sguarda; Dante la mette in bocca a un'anima nel Purgatorio; Petrarca le dà un senso che abbiamo perso del tutto: tenere in conto.
Oggi ci è rimasto lo sguardo come oggetto. Ci è stato tolto il verbo. Così la vista si è persa e le parole ci hanno chiusi nelle gabbie degli stereotipi e della tassonomia del vedere.
Questi video provano a rimetterli insieme e a liberarci al sentire attraverso l'esperienza di uno sguardo con occhi diversi ed una macchina fotografica.